lunedì 8 ottobre 2012

La vita ai tempi del best effort

Non mi danno più fastidio i toni, le parole usate senza nessuna cura, ormai, i grugniti e quei "capiscimi" che  mi fanno solo emettere un sospiro di solidarietà nei confronti di anziani (ormai) genitori che hanno fallito il loro progetto educativo e che possibilmente sono ancora li che stirano camicie e rimboccano coperte.
Mi da un po' più fastidio essere costretta, puntualmente,  ad alzare la voce sempre di mezzo tono, in crescendo, in ogni santissima discussione, perché ogni minuto in più in cui riesco a tenere la parola, senza interruzioni, è un momento guadagnato sul mio interlocutore su cui posso scaricare un onere e, specularmente, scartare il suo.
Mi mette di cattivo umore, molto, scrivere mentre mangio o processare documenti mentre viaggio.
Ma la cosa per cui non ci sarà perdono, in primis verso me stessa, è quando mi trovo costretta a applicare il best effort  anche dove non dovrebbe essere applicato, nel bel mezzo delle azioni messe in fila una dopo l'altra, ottimizzandone incastri e tempistiche.
Iniziano a essere best effort le lettere e le telefonate che dovrebbero essere dettate dalle spinte del muscolo cardiaco e non dai tempi dell'agenda produttiva, sono best effort gli affetti, la compagnia di chi amo, la visita a un amico e il tempo regalato a me  stessa trasformati in voci di una pianificazione scandita dai tempi di un orologio cha segna il conto alla rovescia al momento in cui il corpo e la mente dovranno di nuovo essere dedicati a altro.


"Non c'è mai tempo per fare le cose bene, ma c'è sempre tempo per rifarle" ha scritto l'altro giorno un mio amico nel suo status update su Facebook. 

Al momento non sono riuscita a trovare frasi altrettanto indicate e più adatte a descrivere la situazione attuale.







5 commenti:

la gonzi ha detto...

sono nel bel mezzo di questo turbinio e non mi piace per niente.

La Rejna ha detto...

Ecco mi hai fatto ricordare, ad esempio, che mica avevo risposto alla tua mail (comunque se mi dai il tho cell la prossima volta che sono dalle tue parti almeno ti mando un messaggio)

magneTICo ha detto...

a volte il 'best effort' consiste nello smettere di provarci.
imho

fioly ha detto...

c'è ancora un modo che probabilmente non abbiamo sperimentato: provare a sopprimere la necessità del sonno. dopo le pillole sostitutive dei pasti sarà la nuova frontiera, secondo me

peppe stamegna ha detto...

Ma che lavoro fai? ti sento assai stressata, anche se poi, quello che scrivi, appare un lieve scirocco.