martedì 18 settembre 2012

Settembre è il mese dei (bellissimi) ri-pensamenti

la sensazione è che tutto sia molto addolcito e diluito, in queste giornate, in una soluzione fatta di acqua e di quella medicina fucsia colorata che si prende da piccoli per crescere; nonostante i ritmi sabaudo-meneghini, le levatacce, le riunioni lunghissime e gli acquazzoni improvvisi, ma anche il mare di settembre e il sole che continua a esserci nei pomeriggio.
È vero che è proprio quando di ti ritornano le energie ti accorgi di quante poche ne avevi prima.
Sempre siano lodate le vacanze, il tempo per riposarsi e quel settimo giorno che si è preso anche Lui e che alla fine è l'unica cosa in grado di rigenerarti i neuroni.

Sono ritornata di buonumore (poi giuro che le metto le foto, per quel che può interessare, ma sono davvero in dubbio se rinnovare il mio account su Flickr), sarà perché contenta di aver fatto qualcosa per me, sarà per aver nutrito testa e occhi con molta della diversità che cerco sempre guardandomi intorno, sarà perché ho avuto la conferma che un posto dove l'educazione paga o perlomeno se ne ha la percezione, esiste.

Ri-pensamento, non lo dicevo io, ma lo diceva lui.
Nel senso che intendo io,  però, il significato è quello di pensare un'altra volta, e per un "un'altra" intendo in un modo diverso da quello precedente.
Rivedo situazioni, ma per lo più persone; tanto di più e più da vicino, e pure quelli che non sono vicini in questo periodo lo sono di più in altro modo (come in vacanza, dove non mi sono sentita sola mai per un attimo, come scrivevo a una persona cara).

Se c'è una cosa, bella o brutta, a seconda di come la si prende, che continua un po' turbarmi è la capacità (ma ce l'avessi per le mie di cose) che ho di predirre quello che capiterà intorno a me e che si manifesta ormai a livelli che rasentano il parapsicologico e che, soprattutto, dovrei trovare il modo di sfruttare economicamente piuttosto che limitarla alla sfera dell' autocopiacimento nella sfilza dei "lo sapevo".
Molto meno prosaicamente mi accorgo che questa cosa che gli esseri umani mi interessano sempre meno un po' mi prende la mano ma non vorrei assumesse proporzioni incontrollabili.


A proposito di ripensamenti sono preoccupata per la mia città, questo si.
Vorrei pensare che altre cose ci possono essere e che non si sia destinati esclusivamente a satellitare intorno agli amici milanesi.



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