martedì 26 aprile 2011

Oggi è quel giorno dell'anno

che mi fa pensare a quanto la mia vita poteva essere diversa se le cose non fossero andate in quel modo.

Però non lo posso sapere.

domenica 24 aprile 2011

otium e negotium




Era da un po' che non mi capitava di attendere in modo così "sentito" la pasqua del signore, ma credo si sia patito un po', a questo giro, il lunghissimo stacco tra gli stille nacht natalizi e la colomba che si ingloba, con la sua appendice di grigliate ai bordi delle strade, uno dei festeggiamenti più sentiti anche dall'altra "tipologia" di fedeli.

Si, c'è stato l'instant-ponte del 17 marzo, arrabattato alla bene meglio, traballante fino alla fine ma almeno vissuto con un po' di orgoglio da noi sabaudi.
Io, di mio, ci sto arrivando a carponi a quest'uovo di cioccolata, anche se quest'anno, l'opportunità di svernare spesso e volentieri nella Capitale ha permesso di limitare i danni del gelo torinese, dimostrando che un "altro" inverno è possibile, ma anche di ricordarsi che non è vero che a Roma si lavora meno che a Milano e che essere ospitata in un ufficio che al 5° piano ha una splendida terrazza, con una stanza delle macchinette del caffè dove c'è sempre il sole, almeno psicologicamente, aiuta.
Fatto sta che c'è bisogno di tirare un po' il fiato e di andare a risorgere in pace da qualche parte perché i tempi, quelli che a malapena percepisco nel turbine di una produttività che forse ogni tanto occorrerebbe calibrare, saranno sempre più densi pure loro.

Leggo di grandi voglie di rinnovamento e cambi di vita, mentre io, al momento non chiedo molto se non dormire molte più ore per notte, riflettere sempre almeno con decimo della la lucidità di Flaiano (si, ieri ho saccheggiato una libreria che scontava tutti gli Adelphi e in aereo ho fatto fuori praticamente tutto il “Diaro degli errori”) e ridurre, ma giusto di un pochino, altrimenti mi annoio, quella sensazione di cardiopalma imminente.
Non sarò certo io la prima a dire che è proprio dall'ozio che viene fuori la creatività.

Ricordiamocelo, ricordatemelo. 


lunedì 11 aprile 2011

pensieri sconvenienti #19

Considerata la media, direi che i walled garden servono per proteggere (grazie al cielo) chi ci sta fuori.