Premessi tutti i dubbi, sacrosanti, sulla reale efficienza, al giorno d'oggi e per la definizione di certi temi, dell'istituto referendario.Riconoscendo come leciti gli interrogativi su quale possa essere la più corretta combinazione di SI e NO sulle 4 schede, mi auguro che il "vento" che parrebbe aver iniziato a soffiare da qualche settimana e di cui tutti si fregiano per l'arruffamento della frangetta, oggi si trasformi proprio in uragano.
Perché, vecchio o superato che sia, il referendum è lo strumento di democrazia diretta che, in mancanza di meglio, possiamo utilizzare sia per proporre che per esprimere le nostre posizioni.
Soprattutto oggi, per quello che riguarda la mia di posizione, rappresenta un messaggio chiaro contro chi, invitando al non esercizio di un nostro diritto, mi ricorda quel discorso sui "ludi cartacei" che non è che avesse portato proprio a qualcosa buono.
1 commento:
Poco da aggiungere, l'istituto va riformato, circa il numero firme e il famoso quorum.
Ma la novità sta nella partecipazione nonostante la stagione, gli inviti al non voto e le volgarità correlate, e nel peso straordinario dei social network.
Ho dubbi sul voto all'estero che per fortuna (nonostante lo temessi) non ha influenzato il quorum, ma lo ha abbassato di due punti.
Poi c'è la sinistra da costruire, enza, che mi pare la cosa da fare e ti dirò mi è pure venuta un po' di voglia. Besos
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