Di fatto, parto abbastanza equidistante: apprezzo il lavoro fatto dalla Zanardo, in quanto opera originale, a differenza di quello di Mediaset che riutilizza lo stesso pattern mettendoci sopra le proprie tesi. Di contro, avendo smesso da anni di leggere Repubblica e i suoi allegati e non considerandoli, personalmente, rappresentativi di vertici di lirismo giornalistico imperdibili, non ho difficoltà a riconoscere che la rappresentazione (e direi soprattutto l'ubicazione) del corpo femminile nelle proprie pagine non differisca poi molto da quella dei palinsesti televisivi.
La motivazione del perché questo possa accadere, senza sensazionali stupori, lo svela (e si che ci si dovrebbe anche arrivare, eh) molto chiaramente Giovanna Cosenza mentre io, se proprio mi devo indignare per qualcosa ecco, personalmente mi rivedo molto di più nelle parole di Chiara Saraceno scritte alla vigilia del "se non ora quando", piuttosto che per le labbra a culetto di gallina della Moric o delle chiappe al vento della velina di turno.
Attenzione: non sto assolvendo una mercificazione incontrollata, più che altro per questioni di buon gusto, e non di morale, e mi abbrutisco per la noia che ricavo mediamente da un qualsivoglia prodotto di entertainment (e non solo) che decido malauguratamente di fruire in qualità di utente pagando canoni annuali e/o acquistando decoder per il digitale terrestre (si, certo, lo sappiamo che esiste tutto il resto, ma limitiamoci, appunto, all'utenza media).
Il problema, a monte, sta più nel contenuto che nel contenitore, direi (evviva La Palice).
Mia mamma, donna di media cultura, ex insegnante e solitamente curiosa, alla sua veneranda età (non dico quanti sennò mi scanna), la sera, oltre a leggere i suoi libri (e non giornali, nota bene), fare i suoi lavoretti di sartoria e varie, piuttosto che accendere la televisione ormai si è rimessa a fare le parole crociate.
Per dire.
(aggiungo poi, che una lettura che mi sento di consigliare, se proprio di "corpo" vogliamo parlare, è il libro, pure un po' datato, di Susie Orbach che, tra l'altro, ho avuto il piacere di incontrare qui )
4 commenti:
si potrebbe parlare di corpismo, come di quel movimento che. E' finire così con un punto, tutto lì! come i messaggi le televisoni e l'intrattenimento.
Niente nè erotismo nè pornografia ma pornismo ed erografia.
Basta con i neologismi, ma il tuo blog me li ispira, con questa tua scrittura corposa ed in ipotassi.
Mio padre fa parole crociate e preferisce le televendite... dice che sono più oneste. Boh.
Facciamoli conoscere.
Il fra
:) in realtà sull'ipotassi vorrei lavorarci e ridurla al minimo. è vero che qui sopra quello che scrivo assume spesso e volentieri la stessa forma di "come" penso.
Su mamma e papà parliamone :D
"Corpi" lo puoi trovare anche qui, nell'italica lingua:
http://www.codiceedizioni.it/libri/corpi/
:-)
@giorgio, ipotizzo la buona fede del commento però non limitiamoci alle mere segnalazioni commerciali ;)
Posta un commento