venerdì 31 dicembre 2010
domenica 26 dicembre 2010
classificami questo
sabato 25 dicembre 2010
Post in cui sembro la Lina Sotis de noartri mentre in realtà sono solo preoccupata delle sorti dell'umanità
No davvero, perchè tanto lo so che ritorneremo a adorare il monolite e a non farci più cerette e rasature, ma spero di morire prima e che il mio corpo fanciulletto giaccia già metri sotto terra (in realtà vorrei essere incenerita ma questa è un'altra storia)
Prima che, però, tutto questo accada, se possibile, se posso almeno lasciare anche io il mio messaggio al mondo e offrire il mio ecumenico regalo, vorrei dire questo:
per favore, rileggiamo il Galateo.
Ora ne esistono comode apps per iphone e son sicura pure per android, non dovreste avere problemi a trovarlo; poi, se vi serve, io ho anche una vecchia edizione ingiallita che mia madre utilizzava in collegio e, in caso, posso farvi le fotocopie.
Io sono sicuramente vecchia dentro e fuori ma io non ce la posso più fare a vedere persone che sgrufolano nel piatto con la scusa della fretta e dei tempi ridotti, che masticano e parlano a bocca piena mostrandoti le meraviglie del bolo alimentare.
Maschietti (al mio cenno, femministe dell'ultima ora, scatenate pure l'inferno) che ti passano davanti di fronte a porte e cunicoli rischiando di farti inciampare e cadere lunga e distesa ai loro piedi, che non ti aprono porte sportelli o portiere lasciandoti con un palmo di naso.
Si, formalismi inutili rispetto alla sostanza, pare brutto?
Vi sembra così edificante vedere gente che si ciuccia voluttuosamente le dita a tavola al posto di usare il tovagliolo, che tira su con il naso, che non sa come si fa una presentazione sensata (il signore ci preservi da quelli/e che le condiscono pure con qualche battuta, nel mio caso spesso sulla mia voce da cartone animato, sperando di essere simpaticamente friendly e che ti apostrofano con quel “tu” dato incondizionatamente in virtù di non so quale massificazione anagrafica)?
Giuro che poco tempo fa a un pranzo ho visto gente fare pissi-pissi all'orecchio del vicino, con una mano davanti alla bocca come se l'interlocutore di fronte a loro fosse scemo, cieco o sordo.
E non tocchiamo qui la questione relativa a spinte, spintoni, file non rispettate in giro, sui mezzi e nei locali.
Io prometto che, per prima, mi metto una mano sulla coscienza, voi ogni tanto però fate il giochino di provare a guardarvi da fuori e poi ditemi cosa vedete.
mercoledì 22 dicembre 2010
dicevano che
Se regali un martello ad un bambino tutto il mondo diventa un chiodo
domenica 19 dicembre 2010
La mia wishlist 2010
sabato 18 dicembre 2010
Il mio secondo PSLA - Il Natale ai tempi dell'eroe psicopatico
Una volta entrata nel loop l'anno scorso, quest'anno la partecipazione era quasi scontata. Dico quasi perché mica facile per la sottoscritta tirare fuori dal cilindro qualcosa di senso compiuto, in italiano standard e che abbia in qualche modo a che fare con il clima che volente o nolente pervade il mese in corso.
..."che sia un po’ come mettersi, anno dopo anno, a cercare un regalo per una persona cara che conosci da tanto tempo, ogni volta sospiri e pensi che le hai già preso tutto quello che c’era da prendere e ogni volta per caso finisce che ti passa davanti agli occhi qualcosa che sì, è proprio quello che stavo cercando, chissà quanto le piacerà.Insomma, anche quest’anno eccolo qui, anche quest’anno – ed è l’ottavo, e pare una vita – lo abbiamo messo insieme, e il plurale non è usato a caso, ché il PslA non è di uno ma di tanti, che è una cosa bella, e lo abbiamo fatto a gratis, che ogni tanto è un’altra cosabella.Adesso possiamo aspettare il momento in cui il pacchetto verrà scartato, e chissà se le piacerà".
"Attraversare il mare in ingannando il cielo"
36 stratagemmi- Anonimo
La questione è semplice: l'anno scorso era la prima volta e la cosa si è dimostrata facile.
C'è l'avevo lì in punta di tastiera perché tanto vale che, se devo trovare una motivazione a questo enorme circo, penso a quella parte di mondo rappresentata dalle persone con cui ho condiviso tempi e spazi, provenienti equamente sia da una parte che dall'altra e che portano davanti ai miei occhi tutta la complessità delle sfumature con cui io, nel mio pezzo di pianura padana, non ho il dovere di scendere a compromessi.
Dicevo: quello dell'anno scorso era scivolato giù liscio, ma un anno passa in fretta e il bis, a questo giro, mi ha trovato profondamente impreparata.
In una anno dove i cambiamenti, ma di quelli proprio copernicani, si sono succeduti alla velocità del bosone Higgs, la sola idea, dopo averli rincorsi, di doverli pure mettere nero su bianco potrebbe ingenerare nella sottoscritta un'orticaria istantanea e di proporzioni epiche.
Così, mi ero detta: facciamo un bel post di quelli criptici, filosofici, esemplari.
Quelli dove la riflessione diventa magistra vitae e pur non sbottonandoti tu fai intuire la metafora e l'intreccio, introduci l'evento dinamico e nel plot point appari come quello che ha capito da che parte stare, rivendicando fieramente anche gli sbagli, non dimenticando una spruzzatina di contrizione, così ammicchi anche ai nemici e mendichi un po' di indulgenza plenaria.
Ne è uscita fuori una robina talmente criptica che a un certo punto, domenica, mentre scrivevo, mi sono dovuta fermare e chiedermi da sola dove volessi andare a parare.
Vabbè -dico, cercando di tranquillizzarmi - mi prendo tempo, rileggo con calma, limo, taglio, ricolloco.
Nulla.
Il vuoto pneumatico.
Poi è successo che ieri ho deciso, dopo molti anni, di provare a dare alla casa un tono che potesse ricordare anche solo vagamente il mainstream festaiolo e così ho comprato una Stella di Natale.
Rossa.
Nemmeno ventiquattro ore di permanenza sul mobiletto davanti alla tivù e il gioioso fiore, simbolo della festa dell'amore, dei giorni della pace e dell'armonia e dell'ecumenismo è finito decapitato grazie a un provvidenziale intervento della scopa elettrica.
Ora, nel vaso troneggia uno stupendo gambo senza fiori che ricorda gli steli di rosa a cui Morticia Addams si dedicava con tanto amore e, dentro di me, la consapevolezza che, anche per questa volta, gli dei hanno voluto salvarmi.
domenica 12 dicembre 2010
Affinità e divergenze tra il compagno Togliatti e noi.
Quando riuscirò a non votare più l"opposizione" tappandomi occhi, naso e orecchie in quanto "male minore", "...perché bisogna far numero", "...è necessario coalizzarsi contro il nemico comune", "l'alternativa è una sola" etc... ma perché ci risconterò una benché minima coerenza, sia nella dirigenza che nella base, protratta per un periodo di tempo che superi almeno i quindici giorni lavorativi, mi sentirò sicuramente meglio.
Se "Vieni via con me" era semplice, buonista e nazional pop (cosa su cui concordo), mi domando, però, come definire questa situazione qui (di fronte alla cui bellezza mi inchino, sia chiaro) .
Ciclicamente me lo ripeto da sola ma, se stasera se non lo dico, schiatto: