domenica 26 dicembre 2010

classificami questo

No, il titolo era solo per attirare l'attenzione, ma visto che penso che da queste informazioni sia cosa buona e giusta che ne attingano tutti, volevo dire che oggi, complice la giornata di puro ozio post feste, ho rimpinguato il nuovo iPod #pink, mischiando il sacro con il profano, abbandonandomi senza vergogna al sincretismo culturale e mettendo insieme un po' di cose che mi ero persa nel corso dell'anno grazie ai loro preziosi consigli:





Enjoy

sabato 25 dicembre 2010

Post in cui sembro la Lina Sotis de noartri mentre in realtà sono solo preoccupata delle sorti dell'umanità

No davvero, perchè tanto lo so che ritorneremo a adorare il monolite e a non farci più cerette e rasature, ma spero di morire prima e che il mio corpo fanciulletto giaccia già metri sotto terra (in realtà vorrei essere incenerita ma questa è un'altra storia)

Prima che, però, tutto questo accada, se possibile, se posso almeno lasciare anche io il mio messaggio al mondo e offrire il mio ecumenico regalo, vorrei dire questo:

per favore, rileggiamo il Galateo.


Ora ne esistono comode apps per iphone e son sicura pure per android, non dovreste avere problemi a trovarlo; poi, se vi serve, io ho anche una vecchia edizione ingiallita che mia madre utilizzava in collegio e, in caso, posso farvi le fotocopie.

Io sono sicuramente vecchia dentro e fuori ma io non ce la posso più fare a vedere persone che sgrufolano nel piatto con la scusa della fretta e dei tempi ridotti, che masticano e parlano a bocca piena mostrandoti le meraviglie del bolo alimentare.

Maschietti (al mio cenno, femministe dell'ultima ora, scatenate pure l'inferno) che ti passano davanti di fronte a porte e cunicoli rischiando di farti inciampare e cadere lunga e distesa ai loro piedi, che non ti aprono porte sportelli o portiere lasciandoti con un palmo di naso.

Si, formalismi inutili rispetto alla sostanza, pare brutto?


Vi sembra così edificante vedere gente che si ciuccia voluttuosamente le dita a tavola al posto di usare il tovagliolo, che tira su con il naso, che non sa come si fa una presentazione sensata (il signore ci preservi da quelli/e che le condiscono pure con qualche battuta, nel mio caso spesso sulla mia voce da cartone animato, sperando di essere simpaticamente friendly e che ti apostrofano con quel “tu” dato incondizionatamente in virtù di non so quale massificazione anagrafica)?

Giuro che poco tempo fa a un pranzo ho visto gente fare pissi-pissi all'orecchio del vicino, con una mano davanti alla bocca come se l'interlocutore di fronte a loro fosse scemo, cieco o sordo.

E non tocchiamo qui la questione relativa a spinte, spintoni, file non rispettate in giro, sui mezzi e nei locali.



Io prometto che, per prima, mi metto una mano sulla coscienza, voi ogni tanto però fate il giochino di provare a guardarvi da fuori e poi ditemi cosa vedete.


mercoledì 22 dicembre 2010

dicevano che



Se regali un martello ad un bambino tutto il mondo diventa un chiodo


credo valga più o meno la stessa cosa per i megafoni.

(e se proprio non se ne può fare a meno vorrà dire che cercherò di comprarmi un paio di tappi per le orecchie)



domenica 19 dicembre 2010

La mia wishlist 2010

Natale tempo di migrar (magari),
Visto che, però, si rimane da queste parti la mia la trovate su Grazia.

buttateci un occhio se vi va.

sabato 18 dicembre 2010

Il mio secondo PSLA - Il Natale ai tempi dell'eroe psicopatico


Una volta entrata nel loop l'anno scorso, quest'anno la partecipazione era quasi scontata. Dico quasi perché mica facile per la sottoscritta tirare fuori dal cilindro qualcosa di senso compiuto, in italiano standard e che abbia in qualche modo a che fare con il clima che volente o nolente pervade il mese in corso.
Però è sempre una bella sfida che a fine anno, in tempo di bilanci, ti mette di fronte a quello che è accaduto nei mesi passati.

Il Sir ci sta dentro come sempre (credo che per tutto questo si guadagnerà il regno dei cieli) e, quindi, meglio di lui nessuno più spiegare esattamente il significato di questa cosina qui:

..."che sia un po’ come mettersi, anno dopo anno, a cercare un regalo per una persona cara che conosci da tanto tempo, ogni volta sospiri e pensi che le hai già preso tutto quello che c’era da prendere e ogni volta per caso finisce che ti passa davanti agli occhi qualcosa che sì, è proprio quello che stavo cercando, chissà quanto le piacerà.
Insomma, anche quest’anno eccolo qui, anche quest’anno – ed è l’ottavo, e pare una vita – lo abbiamo messo insieme, e il plurale non è usato a caso, ché il PslA non è di uno ma di tanti, che è una cosa bella, e lo abbiamo fatto a gratis, che ogni tanto è un’altra cosa
bella.
Adesso possiamo aspettare il momento in cui il pacchetto verrà scartato, e chissà se le piacerà".

Qui sotto il mio modestissimo contributo: quello di una che voleva scrivere una cosa e poi ha finito per scriverne tutta un'altra.


"Attraversare il mare in ingannando il cielo"

36 stratagemmi- Anonimo



La questione è semplice: l'anno scorso era la prima volta e la cosa si è dimostrata facile.

C'è l'avevo lì in punta di tastiera perché tanto vale che, se devo trovare una motivazione a questo enorme circo, penso a quella parte di mondo rappresentata dalle persone con cui ho condiviso tempi e spazi, provenienti equamente sia da una parte che dall'altra e che portano davanti ai miei occhi tutta la complessità delle sfumature con cui io, nel mio pezzo di pianura padana, non ho il dovere di scendere a compromessi.

Dicevo: quello dell'anno scorso era scivolato giù liscio, ma un anno passa in fretta e il bis, a questo giro, mi ha trovato profondamente impreparata.

In una anno dove i cambiamenti, ma di quelli proprio copernicani, si sono succeduti alla velocità del bosone Higgs, la sola idea, dopo averli rincorsi, di doverli pure mettere nero su bianco potrebbe ingenerare nella sottoscritta un'orticaria istantanea e di proporzioni epiche.

Così, mi ero detta: facciamo un bel post di quelli criptici, filosofici, esemplari.

Quelli dove la riflessione diventa magistra vitae e pur non sbottonandoti tu fai intuire la metafora e l'intreccio, introduci l'evento dinamico e nel plot point appari come quello che ha capito da che parte stare, rivendicando fieramente anche gli sbagli, non dimenticando una spruzzatina di contrizione, così ammicchi anche ai nemici e mendichi un po' di indulgenza plenaria.

Ne è uscita fuori una robina talmente criptica che a un certo punto, domenica, mentre scrivevo, mi sono dovuta fermare e chiedermi da sola dove volessi andare a parare.

Vabbè -dico, cercando di tranquillizzarmi - mi prendo tempo, rileggo con calma, limo, taglio, ricolloco.

Nulla.

Il vuoto pneumatico.

Poi è successo che ieri ho deciso, dopo molti anni, di provare a dare alla casa un tono che potesse ricordare anche solo vagamente il mainstream festaiolo e così ho comprato una Stella di Natale.

Rossa.

Nemmeno ventiquattro ore di permanenza sul mobiletto davanti alla tivù e il gioioso fiore, simbolo della festa dell'amore, dei giorni della pace e dell'armonia e dell'ecumenismo è finito decapitato grazie a un provvidenziale intervento della scopa elettrica.

Ora, nel vaso troneggia uno stupendo gambo senza fiori che ricorda gli steli di rosa a cui Morticia Addams si dedicava con tanto amore e, dentro di me, la consapevolezza che, anche per questa volta, gli dei hanno voluto salvarmi.

Tutti gli altri, scaricabili, gratuitamente QUI .

domenica 12 dicembre 2010

Affinità e divergenze tra il compagno Togliatti e noi.

(mi scuso per il titolo stra-abusato, ma mi sembrava quantomeno calzante)

Quando riuscirò a non votare più l"opposizione" tappandomi occhi, naso e orecchie in quanto "male minore", "...perché bisogna far numero", "...è necessario coalizzarsi contro il nemico comune", "l'alternativa è una sola" etc... ma perché ci risconterò una benché minima coerenza, sia nella dirigenza che nella base, protratta per un periodo di tempo che superi almeno i quindici giorni lavorativi, mi sentirò sicuramente meglio.

Se "Vieni via con me" era semplice, buonista e nazional pop (cosa su cui concordo), mi domando, però, come definire questa situazione qui (di fronte alla cui bellezza mi inchino, sia chiaro) .


Ciclicamente me lo ripeto da sola ma, se stasera se non lo dico, schiatto:
Mi manca Nilde Iotti.

mercoledì 1 dicembre 2010