
Succede anche a me.
Un po' emozionata, un po' impacciata, e pure un po' arrossendo (mi capita raramente visto la carnagione ma, nonostante tutto, capita) occupo, per una settimana uno spazio in cui ho visto passare un bel po' di conoscenze virtuali e non che hanno condiviso le loro storie e i loro pensieri,
Mi è stata lasciata carta bianca anzi, forse meglio, pixel bianchi per terminare di raccontare un discorso iniziato qui sopra in merito al mio viaggio in India di qualche mese fa.
Non conosco metodo migliore, al momento, per preservare i ricordi se non quello di farli sedimentare per un po' e riprenderli in mano dopo qualche tempo filtrati dalle sensazioni a caldo. Solo in questo modo, al netto dell'emotività, realizzo quello deve rimanere nelle maglie della mia memoria.
Dopo aver sentito Daniela sono ritornata a "sgattare" tra gli appunti di viaggio abbozzati in taxi e tra le fotografie non ancora rimaneggiate e, ripensando a un po' di quel languore che a volte mi prendeva la sera (che arrivava prestissimo da quelle parti), ho cercato di raccontare, immaginando degli "ascoltatori" più complessi e variegati rispetto a chi mi conosce da più tempo, qualche piccola e veloce istantanea.
Trovate i miei post, durante questi giorni, qui.
E un pleonastico e cacofonico "grazie" a Grazia Blog per l'opportunità offerta.
