giovedì 29 luglio 2010

La mia settimana di "Grazia" (e del preservare i ricordi)


Succede anche a me.
Un po' emozionata, un po' impacciata, e pure un po' arrossendo (mi capita raramente visto la carnagione ma, nonostante tutto, capita) occupo, per una settimana uno spazio in cui ho visto passare un bel po' di conoscenze virtuali e non che hanno condiviso le loro storie e i loro pensieri,

Mi è stata lasciata carta bianca anzi, forse meglio, pixel bianchi per terminare di raccontare un discorso iniziato qui sopra in merito al mio viaggio in India di qualche mese fa.

Non conosco metodo migliore, al momento, per preservare i ricordi se non quello di farli sedimentare per un po' e riprenderli in mano dopo qualche tempo filtrati dalle sensazioni a caldo. Solo in questo modo, al netto dell'emotività, realizzo quello deve rimanere nelle maglie della mia memoria.

Dopo aver sentito Daniela sono ritornata a "sgattare" tra gli appunti di viaggio abbozzati in taxi e tra le fotografie non ancora rimaneggiate e, ripensando a un po' di quel languore che a volte mi prendeva la sera (che arrivava prestissimo da quelle parti), ho cercato di raccontare, immaginando degli "ascoltatori" più complessi e variegati rispetto a chi mi conosce da più tempo, qualche piccola e veloce istantanea.

Trovate i miei post, durante questi giorni, qui.

E un pleonastico e cacofonico "grazie" a Grazia Blog per l'opportunità offerta.


mercoledì 21 luglio 2010

My Own Private Milano (per gli amici MOPM) & My beautiful washing machine


Da quel che mi sembra di capire, ormai, quando si tratta di queste cose, alla fine c'è sempre di mezzo lui.
Però questa volta c'era anche lei e poi, una volta raccolti i materiali, lui gli ha cucito addosso un bellissimo vestito.
Citando, a braccio, le parole di presentazione: venti fotografi, non milanesi, a cui è stato richiesto di regalare uno scatto che rappresentasse una visione personale della città sono stati accoppiati a venti scrittori milanesi, per nascita e adozione che si son messi a raccontare quella foto, senza conoscerne le motivazioni, il contesto e volte neanche l'autore .
Ci sono finita dentro anche io, grazie agli ultimi mesi durante i quali la mia frequentazione della "capitale morale d'Italia", si è particolarmente intensificata.
Non essendo meneghina, quindi, sono arrivata d'ufficio nella categoria dei fotografi mentre le alchimie della misteriosa estrazione delle accoppiate hanno fatto finire la mia immagine accompagnata dalle parole di uno di quelli che leggevo in religioso silenzio, non osando avvicinarmi troppo, considerandolo una delle migliori penne della blogosfera made in Italy (bgeorg, prendi piglia e porta a casa chè tanto tornerò immediatamente nel mio ruolo di silente e vergognosa lettrice).
Quindi, grazie due volte per aver avuto questa augmeted opportunity che ha fatto diventare la mia lavatrice abbandonata a Bonola un'opera situazionista di Freso Arnaboldi Giovanpaolo commentata nel prestigiosissimo testo di Giulio Bartolomeo Argano (chi ha orecchie per intendere, lo faccia).
E grazie pure per la terza volta perchè, qualcuno magari già lo sa, a tempo perso (e non solo) lo studio, l'analisi, e la ricerca sullo "spazio pubblico" rimangono una delle mie passioni più sentite.
Conoscere la fruizione, la percezione, i significati assunti da un luogo nell'immaginario delle persone che popolano uno spazio urbano (e non), è una delle attività che stimola profondamente la mia curiosità.
Un lavoro come questo diventa un manufatto tangibile delle "corrispondenze" e dei significati, invisibili a un occhio esterno, che si intrecciano e che vengono assunti, privatamente e personalmente, dallo spazio fisico comune.

My own private Milano è scaricabile gratuitamente qui.
Visto che il discorso potrebbe ampliarsi e non concludersi c'è anche un pagina facebook che trovate qui.
E, infine, qui un po' di commenti, segnalazioni e varie di chi ci ha scritto o ha apprezzato in vario modo il lavoro.

sabato 10 luglio 2010

tieni a mente

momenti come stasera, in cui il bene che ti circonda quasi lo tocchi.