
In tutto questo turbillon di pre-partenza, scadenze da cardiopalma, mal di denti, varie e eventuali, rischiavo quasi di dimenticarmi che io stasera vado a portare i miei omaggi a una splendida fanciulla che compie vent'anni.
E' una fanciulla che pur stando in collina non è mai stata provinciale, ha parlato un sacco di lingue, è stata fascinosa negli autunni nebbiosi e sensuale nelle notti calde d'estate.
Noi che abitavamo nelle lande desolate, ma che avevamo il sangue caldo, andavamo a ballare da lei quando Torino era troppo lontana, mentre, nei pomeriggi, di primavera inoltrata, ci si portava i libri per studiare all'ombra del suo Ginko Biloba che si dice abbia piantato un giorno Napoleone, passando da quelle parti.
E poi ci sono stati tanti baci, i bicchieri di vino bevuti insieme, lo stagno con le ranocchie, i dj set di Geppo, le piazzate di Franchino, la scalinata e le storie epiche che passano di bocca in bocca e che sono, ormai, patrimonio comune di più generazioni di tiratardi e che di certo non sfigurerebbero in una tavola di Paz.
Lei è sempre stata una fanciulla libera: non si è fatta mai grandi problemi, nonostante di gente invidiosa ce ne sia sempre, e di fidanzati e fidanzate sembra ne abbia avuti davvero molti.
L'ultimo, Paolo, sembra però aver capito davvero come prenderla per il verso giusto: la fa sentire bella, certe sere anche un po' esclusiva, soprattutto quando le telefoni e lei te lo dice, che le spiace, ma non può proprio riceverti.
Insomma, io stasera sono a brindare ai vent'anni, che sono anche un po' miei, della Villa; la chiamiamo Osteria, per comodità, ma se siete di queste parti sapete bene che è anche tante altre cose (e se invece non siete di qui, stasera potrebbe essere una buona occasione per fare la sua conoscenza).
Nella foto (o da quel che se ne intuisce), rigorosamente scannerizzata e analogica, l'afosa notte dell'11 luglio 2003, in cui La Rejna è diventata dottoressa, durante uno dei più bei baccanali di sempre, sul prato proprio di fronte alla Villa :P