
Vista ieri, la mostra dedicata a Gabetti & Isola, mentre ero di passaggio da Biella. Cittadellarte quasi deserta e lo scroscio del Cervo, come unica colonna sonora.
La mano dell'architetto come presenza reale e non solo percepita, il ragionamento che porta alla creazione si manifesta lucidamente sulle "carte" progettuali, mentre l'immagine fissa il risultato, senza sofisticazioni ad effetto.
Amarcord del bel tempo che fu?
Forse, ma nemmeno per un attimo si rimpiange la mancanza di un rendering.