Stasera, letture sparse tratte dalle Memorie di Adriano della Yourcenar
venerdì 29 febbraio 2008
Un homme
Un homme qui lit, ou qui pense, ou qui calcule, appartient à l'espece et non au sexe: dans les meilleurs moments il échappe meme à l'humain
Stasera, letture sparse tratte dalle Memorie di Adriano della Yourcenar
Stasera, letture sparse tratte dalle Memorie di Adriano della Yourcenar
mercoledì 27 febbraio 2008
martedì 26 febbraio 2008
scavando scavando
a fondo si trova sempre quella cosa che si chiama natura umana, e non è poi un così bel trovare.
lunedì 25 febbraio 2008
sabato in provincia

Non ti passano la tessera di Torino Musei, Alessandria il sabato pomeriggio è il prototipo della proto provincia italiana, la mostra è piccolissima e la visiti forse in 20 minuti, però quello che vedi in 20 minuti lo merita tutto.
Acquarelli "Puristi" nelle nature morte, pennellate a tre dimensioni nei corpi colorati femminili e nei torelli. Vorrei l'arazzo bianco e arancio con le mani e ho già capito cosa regalerò a Stefano per il prossimo ottobre .
Poi si finisce nel gabinetto geopolitico del Fabrissi per un bicchiere di rosso monferrino brindando all'Hearthland e all'Armata russa
sabato 23 febbraio 2008
LIve in Pankow

Nulla che non sia stato già detto, osservato pensato, purtroppo. Vorrrei avere il dono dell'originalità ma non mi è dato descrivere il turbine di cose viste e vissute a Berlino senza scadere nella banalità solita della città in evoluzione, trasformista, eclettica e aperta. E' tutto così, se non meglio di quanto si possa immaginare visto che qualsiasisi mezzo di trasporto non lo aspetti più di 7 minuti, che ogni parte della città ti sembra raggiungibilie al massimo in mezz'ora, che di fatto i prezzi sono ancora bassi, che c'è un freddo porco ma il clima è secco e via discorrendo. Randomisticamente suggerisco:
Hotel Transit: dove dormire, giovane al punto giusto, pulito, con un personale cordiale e una colazione sempre disponibile fino alle 12.00
fare un giro sulla cupola del Reichstag progettata da Sir Norman Foster
mangiare thai alla Pagoda
di Bergamennstrasse.
Fare un salto al museo della Stasi per vedere che "Le vite degli altri " lo hanno girato proprio da quelle parti
la camminata lungo i resti di Muro intersecati in mezzo alla vita di tutti i giorni partendo dal Ministero del Lavoro ed arrivando a Bernauer Strasse
un giro da Stilwerk in Kantstrasse a parlare faccia a faccia con designers
Kurry wurst e patatine in qualsiasi angolo di quasi tutte le strade
martedì 12 febbraio 2008
domenica 10 febbraio 2008
il giorno della marmotta
si, il fatto è che qui passano gli anni e, ogni tanto, mi capita di riaprire certe porte, mi affaccio con la testa, guardo bene per essere sicura di aver proprio messo a fuoco e purtroppo non mi sbaglio: Quelli sono proprio lì che ballano in mezzo alla stanza con gli stessi vestiti dell'ultima volta, proprio quelle stesse canzoni lì , con i bicchieri alzati e biascicando sempre i soliti propositi.
Quello che non so è se forse certe porte sia proprio il caso di non aprirle più per evitare di essere trascinati, anche se involontariamente, da qualche risucchio dello sciacquone ed essere inglobati da questo loop immodificabile.
Ma non si rompono o coglioni pure loro?
Molto probabilmente anche Quelli mi guarderanno a loro volta e forse penseranno cose molto tristi nei miei riguardi, soprattutto oggi che essendo totalmente afona quel poco che mi esce dalla bocca ha un suono molto vicino alla parlata della Jervolino.
Quello che non so è se forse certe porte sia proprio il caso di non aprirle più per evitare di essere trascinati, anche se involontariamente, da qualche risucchio dello sciacquone ed essere inglobati da questo loop immodificabile.
Ma non si rompono o coglioni pure loro?
Molto probabilmente anche Quelli mi guarderanno a loro volta e forse penseranno cose molto tristi nei miei riguardi, soprattutto oggi che essendo totalmente afona quel poco che mi esce dalla bocca ha un suono molto vicino alla parlata della Jervolino.
venerdì 8 febbraio 2008
ieri sera "Ho visto cose..."
al Circolo dei lettori (purtroppo nessuno mi toglierà la sensazione tutte le volte di sentirmi un po' come in chiesa con quei cavolo di lampadari modello veneziano, quelle sedie e ..."quella" gente)
Aldo Nove vs Tommaso Labranca .
1 a 0 schiacciante per Tommaso con "Eins+Eins ist Eins!"
adorabile
(se mi legge mi impala)
giovedì 7 febbraio 2008
nell'ordine
gran concerto delle zucche a Milano sabato scorso. In ottima forma dopo averli attesi anni prima di poterli vedere dal vivo. Billy passa senza soluzione di continuità dalle ballatone modello "1979" fatte in acustica con il chitarrino a dei pezzi che diventano quasi hardcore tipo "Ava adore". Lodi, lodi, due ore e un quarto di concerto di quelli che non me ne capitavano da un po'.
Vista domenica pomeriggio"Pegghy Guggenheim e l'immaginario surreale"
E sì che fa strano pensare di fare tre quarti d'ora di coda a Vercelli per una mostra. Location notevole (ex Chiesa di San Marco) anche se purtroppo le opere sono state strizzate dentro un box un po' striminzito. Mi rimane ignota la logica della disposizione, rimango senza fiato davanti ad alcuni Mirò e scopro la donna cucchiaio di Giacometti e alcune sculture di Arp.
Fa sempre un po'italietta il vigile che alla richiesta di informazioni relative all'ubicazione di piazza San Marco (dove si trovava la chiesa che ospitava la mostra), ti risponde stizzito che non sei a Venezia (pensando di essere preso per il culo) o i cartelloni delle indicazioni con la grafica così sgranata al punto tale che non si riesce a leggere nemmeno il nome delle vie e non sai dove ti trovi.
Vista domenica pomeriggio"Pegghy Guggenheim e l'immaginario surreale"
E sì che fa strano pensare di fare tre quarti d'ora di coda a Vercelli per una mostra. Location notevole (ex Chiesa di San Marco) anche se purtroppo le opere sono state strizzate dentro un box un po' striminzito. Mi rimane ignota la logica della disposizione, rimango senza fiato davanti ad alcuni Mirò e scopro la donna cucchiaio di Giacometti e alcune sculture di Arp.
Fa sempre un po'italietta il vigile che alla richiesta di informazioni relative all'ubicazione di piazza San Marco (dove si trovava la chiesa che ospitava la mostra), ti risponde stizzito che non sei a Venezia (pensando di essere preso per il culo) o i cartelloni delle indicazioni con la grafica così sgranata al punto tale che non si riesce a leggere nemmeno il nome delle vie e non sai dove ti trovi.
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