mercoledì 30 gennaio 2008

visto che mi godo queste giornate di mutua

e bevo tè omanita, mi sembra giusto dilettarmi con le poesie del XVI secolo


Quando cuore e mano sono inattivi
Stanchi dopo aver letto poesie
Quando i tuoi pensieri sono turbati
Ascoltando canti e madrigali
Quando un canto è terminato
Chiuso in casa in un giorno festivo
Suonando il ch'in e guardando quadri
Impegnato in una proonda conversazione notturna
Davanti ad una larga finestra e un tavolo pulito
Con amici simpatici e snelle concubine
Ritornando da una visita con amici
Quando la giornata è chiara e la brezza è mite
In una giornata di pioggerella
In una barca dipinta presso un ponticello di legno
In una foresta di alti bambù
In un padiglione con veduta su foglie di loto , in un giorno estivo
Dopo aver acceso l'incenso in un piccolo studio
Finita la festa e partiti gli invitati
Mentre i figlioli sono a scuola
In un tranquillo tempio appartato
Vicino a sorgenti famose e rocce starne.

martedì 29 gennaio 2008

casetta 3

parrebbe essere andata meglio del previsto, a distanza di una settimana, se non succedono strani ripensamenti , la casa nuova dovrebbe essere stata designata, esattamente una via dietro rispetto all'attuale. Sempre ai piedi della collina, l'atmosfera generale non sarà mutata, in compenso quella della casa sì, che a questo giro è una palazzina anni 60, con una strana scala a chiocciola, con un lato che da su un cortile (orrore!) e uno che da sui tetti e sulle soffitte del quartiere (bellissimi).
Non si può avere tutto: vince comunque il miglior rapporto qualità-prezzo.
A questo giro sarà tutto nuovo, tutto da personalizzare, mi sembrerà strano non dovermi adattare a volontà pregresse di disposizioni "architettoniche" inconfutabili, e di non dovere più aguzzare l' ingegno in soluzioni alternative per l'utilizzo di pezzi di mobilio che dire vintage fa tanto figo.
Mi mancherà però la vista sul giardinetto all'italiana di quelli del primo piano, dell'ingresso in mezzo al corridoio di siepi e le lumachine che ogni tanto ci incontravo nel mezzo, mi mancherà l'aria retrò della facciata quasi liberty e i soffitti alti e arrotondati. Tre anni e mezzo nella casetta di Amelie, che ormai ha fatto il suo tempo pure lei.

mercoledì 23 gennaio 2008

benvenuti

nel magico mondo delle agenzie immobiliari.
Voglio dire... era impensabile che non avessi avuto ancora il piacere di entrare in contatto con questi fanciulli lampadati, con il nodo della cravatta largo 10 cm o con quelle signore un po' agèe che rispondono al telefono e ti chiedono quanto dichiari all'anno.
Case vuote o piene di catafalchi che nemmeno il museo del Risorgimento ( ti aspetti solo di trovare Pietro Micca impagliato seduto su una sedia) , odori di cucina, quando gli affittuari attuali ti vengono ad aprire alla porta per le visite concordate, spazi ricavati nei posti più occulti , a dimostrazione che l'ingegno umano raggiunge vette impensabili; ognuno con le sue formule matematiche ( 4+4, 2+2, compreso spese, senza spese, signorina pensi un numero e lo moltiplichi per sette, lo divida per tre e noi indovineremo il numero che ha pensato...) .
Diciamo che me la sono tirata dietro con il post precedente: tre gg  dopo la padrona ci ha chiamato a rapporto.

sabato 12 gennaio 2008

Rivisto gente, rifatto cose, alla fine l'anno nuovo è iniziato adesso.
Mi sono scossa di dosso qualche briciola attaccata ai vestiti che non ne voleva sapere di andarsene, e penso che alla fine qualche cosa, seppur piccola è cambiata.
Ora ne dovrei cambiare altre di più grandi e impegnative, che poi si riducono fondamentalmente ad una ( o forse due se ci metto la ricerca di una casetta nuova).
Come scrivevo già un anno fa vorrei vivere meno con il perenne senso di urgenza e di emergenza "complessa" dietro le spalle e non arrivare alla fine delle mie giornate sempre con quella stanchezza malsana di chi si è spremuto come un limone.
Intanto butta così e non lamentiamoci troppo se penso allo scorso gennaio.
Tanto il peggio deve ancora arrivare.

sabato 5 gennaio 2008

rivisto per intero


Mi permetto di consigliare visione pubblica e obbligatoria della scena della sfilata di moda ecclesiastica.

(...e last but not the least : Gore Vidal ed Alvaro Vitali nello stesso film)

venerdì 4 gennaio 2008

Bye Bye Siria

...a quanto pare nulla è così sicuro.
Si iniziano a perdere colpi, direi.

ihihih
ps: la mia è una vittoria di Pirro, lo so

giovedì 3 gennaio 2008

il freddo non mi compete

cioè, passi in montagna, la neve, le baite, vorrei cantare insieme a voi in magica armonia ecc..., mentre si scia e ti ciucci gli zuccherini inzuppati nelle gocce dei frati
si i brividi dei primi giorni d'autunno, quella nebbiolina che si alza la sera-poetica e struggente- che ti fa venire voglia di vino rosso, il cambio dell'armadio che è una buona scusa per comprare qualcosa di nuovo...va bene, due, tre giorni, una settimana?
Poi basta però.
non sono programmata per vivere al freddo, quello duro che puzza di smog e che non ti lascia per tutto il giorno, che ti appioppa quella patina nera sporca su tutte le macchine, quello che si infila nella striscia di pelle tra le mutande e la maglietta che è sempre mezzo centimetro in meno per essere infilata antiesteticamente dentro i pantaloni quando nessuno ti vede.
Con il freddo rimpicciolisco, sono elettrica e scricchiolo pure un po'.

Sono fatta di terra e di pietre di erba di alberi e corsi d’acqua
sono fatta di fango di cielo di nuvole e vento
sono fatta di zolle e radici di sabbia di paglia e di fichi d’india
sono fatta di aghi di pino di asfalto e di pece

sono fatta di buio e luce

sola me ne sto
ancora per un po’
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un po’
prima di affrontare
questo lungo viaggio

sono fatta di strani disegni che fanno al tramonto le rondini
sono fatta di vicoli scuri di plastica e carta
sono fatta di aspre montagne di campi arati e salsedine
sono fatta di spine di agavi puzza di bruciato e di iodio

sono fatta d’amore e odio

sola me ne sto
ancora per un po’
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un po’
prima di affrontare
questo lungo viaggio

sono fatta di antichi silenzi che a sera diventano canti
sono fatta di luce di candele di pane di burro e di miele
sono fatta di suoni di passi di voci che si fanno pianti
sono fatta di corse d’estate di risa e ginocchia sbucciate

sola me ne sto
ancora per un po’
prima di svelarti tutto
sola me ne sto
ancora per un po’
prima di affrontare
questo lungo viaggio

Meg- Elementa

martedì 1 gennaio 2008